Il problema del lavoro è uno dei principali problemi del nostro Paese.
Ipotizzate che in Italia ci siano solamente 1000 disoccupati. Ora pensate cosa farebbero le migliaia di aziende italiane per accapparrarsi quei 1000 lavoratori! Probabilmente sarebbero le aziende a fare la fila sotto casa di queste persone. Quanta fatica per convincerli a suon di rilanci di stipendo. Pensate anche cosa farebbero quelle aziende pur di trattenere i loro dipendenti e, di conseguenza, quale potere avrebbero quei dipendenti nei confronti dell’azienda che farebbe di tutto per trattenere un dipendente già formato e inserito in azienda e di cui conosce praticamente tutto, professionalmente parlando. Avremmo, presumibilmente, salari più alti, maggiori diritti per i lavoratori, maggior potere contrattuale, ecc…
Adesso pensate invece a 7.000.000 di disoccupati! La situazione sarebbe, praticamente capovolta: file interminabili di disoccupati in cerca di lavoro, dipendenti che accettano diminuzioni di stipendio, o riduzioni o cancellazioni di diritti acquisiti pur di non perdere il proprio posto di lavoro. Posto di lavoro a cui ambiscono ben 7.000.000 di persone!!! Se una azienda sa che fuori ci sono milioni di disoccupati, avrà, sicuramente meno cura del proprio dipendente. Ecco, allora, salari più bassi, meno diritti per i lavoratori, basso potere contrattuale, ecc…
Secondo voi, la classe politica Italiana, mira al primo o al secondo esempio? Verso quale delle due situazioni, secondo voi, oggi il nostro Paese sta andando? E, secondo voi, Ci sta andando per Sua volontà o tirato per il collo da qualcuno?
A voi darvi le risposte…
Cappemax